Il Decreto legge incentivi riammette alcuni emendamenti salva precari considerati precedentemente inammissibili in un pacchetto salva-auto, grazie al dialogo con parti spciali e Opposizione. Più precisamente i ripensamenti sul NO alle misure di sostegno economico per i precari - bloccate dalle commissioni Finanze e Attività produttive della Camera - ha placato gli animi dei Sindacati che, dopo la notizia di inizio settimana, già si disponevano sul piede di guerra. Aspre erano state le prime reazioni: il leader di Cgil, Guglielmo Epifani, dichiarava "indecente" il voltafaccia, tanto che lo stesso presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha prontamente risposto con una diplomatica azione di ripescaggio in caso di appoggio tra i gruppi politici. Tale soluzione ha, alla fine, riscosso consensi, con il risultato di recuperare in tempi brevi gli emendamenti esclusi. Semaforo verde anche anche per altri provvedimenti, come quello a garanzia delle aziende quotate in Borsa e a favore di una maggiore informazione del mercato. In particolare, vengono corretti alcuni parametri limite per la richiesta di comunicazioni al mercato e per l'acquisto di azioni. Ulteriori emendamenti prevedono per le aziende fornitrici lo sblocco dei crediti maturati l'anno scorso nei confronti della Pubblica Amministrazione, mentre nel campo della lotta all'evasione l'innalzamento del fondo disponibile per il 2009 per le attività di prevenzione e repressione delle evasioni.