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 Copertina rapportoRoma, 05 Aprile 2018 – La scorsa settimana a Roma è stato presentato il XVIII Rapporto sulla Formazione Continua, da quest’anno curato dall’ANPAL, che dopo il Jobs Act gestisce le politiche attive per il lavoro, tra queste anche la formazione continua finanziata dai Fondi Interprofessionali.

Il Rapporto, per alcuni aspetti, pone evidenza sul fatto che nel nostro paese la cultura della formazione è lontana rispetto agli altri paesi europei: in Italia i lavoratori si riqualificano meno che in altre realtà, ed è un gap su cui occorre lavorare ancora per raggiungere performance di crescita e sviluppo adeguate.

Inoltre, emerge che i Fondi Interprofessionali costituiscono in Italia la principale fonte finanziaria per coprire i costi della formazione continua: le tabelle del Rapporto indicano il Fondo Interprofessionale FonARCom quale secondo Fondo italiano per numero di aziende aderenti, a conferma di una crescita ormai matura e consolidata.

Il sistema dei Fondi è utile al Paese – dichiara Andrea Cafà, presidente di FonARCom – perché solo attraverso la formazione dei lavoratori le imprese creano i presupposti per il loro sviluppo e la crescita. Il mercato del lavoro oggi ha necessità di potere contare su maggiori investimenti sul più importante dei fattori produttivi: il Capitale Umano”

I dati del Rapporto evidenziano che FonARCom, costituito nel 2006 con l’accordo interconfederale delle componenti autonome CIFA e CONFSAL, ha avuto la capacità di aggregare quasi 160 mila Aziende, prevalentemente piccole e medie, appartenenti a tutti i comparti.

Il Fondo FonARCom ha costruito nel tempo strumenti di finanziamento della formazione innovativi e fondati su dinamiche aggregative e di rete – prosegue Cafà - con la finalità di rendere agevole anche alle piccole imprese l’accesso alle risorse dei Fondi: il nostro auspicio è che insieme ad ANPAL ed agli altri Fondi si continui a lavorare, non solo per conferire certezza e semplificazione al quadro normativo che disciplina il funzionamento del sistema, ma per migliorare la capacità degli stessi di diventare pienamente strumenti di politica attiva. Evidente in questo quadro la necessità di disporre interamente delle risorse dello 0,30”.