Intensificazione dei controlli sulla sicurezza nelle aziende, ma, soprattutto, in futuro dovrebbero essere affidati allo Stato e non più alle Regioni. Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, è intervenuto per ribadire l'impegno del Governo nel garantire la salute nei luoghi di lavoro, sottolineando la centralità dell'attività ispettiva, subito dopo l'incidente nella fabbrica di pneumatici a Bologna che ha provocato due morti e del rinvio a giudizio a Torino dei dirigenti della ThyssenKrupp per la tragedia dello scorso anno. Ed ha rimarcato che in questa materia occorre «un approccio meno formalistico, meno burocratico ma più orientato a investimenti nella formazione. Le funzioni di vigilanza oggi sono di competenza delle Asl, tranne che per i cantieri edili sui quali le verifiche spettano al ministero del Welfare. Così è la legge, così è la Costituzione, ma io questo non lo condivido». Già con il progetto di riforma della Costituzione presentato dal centrodestra e poi bocciato dal referendum del 2006 era previsto che le competenze per le ispezioni sulla sicurezza aziendale fossero assegnate allo Stato. «Noi stiamo cercando quantomeno di integrare queste competenze, di far dialogare i servizi ispettivi centrali che tra di loro sono stati integrati con i servizi ispettivi locali. Ora, nell'ambito della riforma costituzionale in atto e nello spirito di collaborazione tra maggioranza e opposizione questo tema potrà essere riproposto». Il testo unico sulla sicurezza, in effetti, conferma l'attuale assetto "federalista" delle competenze sulla vigilanza conseguente all'impianto costituzionale fissato nel 2001. Il tema dei controlli quindi dovrebbe restare fuori – almeno per ora – dal tavolo tecnico fra le parti sociali chiamato a esprimere, nelle prossime settimane, un avviso comune sulla modalità di esecuzione del decreto legislativo n. 81/08, in vista della piena entrata in vigore della nuova disciplina a partire dal 1° gennaio 2009. Con il nuovo anno – a meno che non venga nel frattempo formalizzata un'ulteriore proroga – diventeranno operativi i più impegnativi oneri per i datori di lavoro connessi alla valutazione dei rischi aziendali.
Tuttavia, negli incontri fra associazioni imprenditoriali e organizzazioni sindacali delle ultime settimane, non sono mancati rallentamenti sugli "obiettivi" finali del tavolo tecnico. Se su alcuni capitoli, come ad esempio quello delle semplificazioni, si starebbe trovando un accordo, su questioni più delicate – come le più severe sanzioni introdotte dal testo unico – le posizioni sembrano ancora distanti. Anche perchè, gran parte dei rappresentanti sindacali non condividerebbe l'opportunità di correggere in corsa il provvedimento messo a punto dal Governo Prodi e sarebbe per la sua semplice attuazione.